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LA PROCURA sta indagando su una presunta truffa che girerebbe intorno a falsi esorcismi e che vedrebbe coinvolte tredici persone, fra le quali un sacerdote fiorentino conosciuto e stimato, don Francesco Bazzoffi, direttore dell’Ufficio matrimoni della diocesi e uno dei responsabili dei gruppi di preghiera di padre Pio.
L’ipotesi di reato sarebbe associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il raggiro si baserebbe su falsi esorcismi compiuti in una casa di preghiera in provincia di Firenze per raccogliere denaro dai fedeli. Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dal pm Luigi Bocciolini e condotta dalla Guardia di finanza, sono state operate una serie di perquisizioni, anche nell’abitazione del sacerdote.
«Non erano esorcismi, ma semplici benedizioni — spiega l’avvocato Fabio Piccioni, difensore di uno degli indagati —, che venivano impartite al termine di momenti di preghiera, in una struttura riconosciuta dalle autorità ecclesiastiche. Le offerte raccolte sono servite a finanziare attività benefiche nel Terzo mondo».
PROPRIO un anno fa — il 15 aprile 2007 —, don Francesco Bazzoffi posò — con monsignor Cyprien Mbuka, vescovo di Boma — la prima pietra per dare il via ai lavori, nel Congo, alla costruzione dell’Istituto Florentia nell’ambito del progetto ‘La sordità non ha colore’. Don Bazzoffi è responsabile della casa di preghiera Santi Arcangeli di Montecarelli, nel comune di Barberino del Mugello, e anche dell’associazione onlus «I Cinque Pani», che ha sede a Prato e opera a favore dei bambini abbandonati e delle ragazze madri. L’associazione ha costruito ospedali in India e in Brasile, ma è intervenuta anche in Etiopia, Bolivia, Perù e Filippine. Si adopera proficuamente anche per le adozioni a distanza. I progetti sono finanziati con le donazioni.
L’OPERA di solidarietà di don Bazzoffi, parroco di Pietramala, un piccolo centro montano nel comune di Firenzuola, quasi al confine con la Romagna, sono cominciate agli inizi degli anni Novanta. Sono accorse da questo sacerdote carismatico centinaia e centinaia di persone. Secondo la procura della Repubblica, alle benedizioni che concludevano le messe avrebbero partecipato quattro persone che «avrebbero finto di essere indemoniati»: tutte sarebbero state raggiunte da un avviso di garanzia.
IERI il telefono di don Bazzoffi è rimasto spento. Ma la curia è certa che tutto si risolverà in una bolla di sapone.
IL SACERDOTE — fanno sapere gli ambienti ecclesiastici — non è un esorcista e non è stato incaricato del discernimento di anime disturbate, le quali 99 volte su cento hanno bisogno di un sostegno medico e non di un prete. L’attività di don Bazzoffi — dice ancora la curia — è tutta documentata. Egli è persona «mite e obbediente» al suo arcivescovo, Ennio Antonelli, il quale, saputo dei gruppi di preghiera ai quali partecipavano un gran numero di persone, gli scrisse una lettera dicendogli di evitare ogni possibile esuberanza interpretativa.
LA SENSAZIONE che si ricava dagli ambienti ecclesiastici è quella di qualcuno, scontento per qualcosa, che abbia voluto presentare alla finanza una denuncia contro don Bazzoffi.
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