Notizie Dal Mondo - Politica (12/01/2012)
Romney trionfa e attacca Obama? Ci vuole europei
Primarie, dopo il New Hampshire nomination quasi certa

dall'inviato
Giampaolo Pioli
NEW YORK
LA GRANDE festa sembra solo rinviata. Mitt Romney sfiora il 40% (si è fermato al 39,3%) dei voti nel New Hampshire: seconda vittoria consecutiva dopo l'Iowa, e questa volta nettissima. Ma non gli basta ancora per lanciarlo senza più problemi verso la nomination repubblicana di agosto. L'elettorato repubblicano si sta muovendo nella sua direzione, ma Tea party e ultraconservatori ancora faticano a compattarsi. L'anziano Ron Paul il ‘libertario' rimane alle costole di Mitt con un notevole 22,9%: triplica le preferenze ottenute quattro anni fa e assorbe la gran parte del voto giovanile, che sembra entusiasmarsi solo per lui. Jon Huntsman, l'ex ambasciatore di Obama a Pechino che si presentava come «alternativa nobile», si ferma al 16,9%.
I CINQUE rivali che inseguono Romney, comunque, non hanno intenzione di mollare e attendono Mitt al vero scontro decisivo: quello del 21 gennaio in South Carolina, dove Gingrich e Santorum - entrambi fermi in New Hampshire al 9,4% - sperano di trovare il rilancio davanti alla base evangelica e ultraconservatrice del sud: qui Romney «il mormone» non è amato, anche se mantiene ancora nei sondaggi un leggero vantaggio. La vera figura irrilevante è l'ex fenomeno dell'inizio: il governatore del Texas Rick Perry (0,7%), ultimo in New Hampshire, che non intende gettare la spugna.
Romney nel discorso della vittoria, circondato dai ricchi sostenitori che ormai non nascondono più grosse auto, orologi e brillanti ai party, è tornato ad attaccare Obama: «È a corto di idee e di scuse. Vuole trasformare l'America in un paese europeo - ha detto - Noi invece crediamo di poter ridare agli Stati Uniti quegli ideali e quei principi che ne hanno fatto un grande Paese. Per questo chiediamo alla brava gente del Sud di unirsi ai cittadini del New Hampshire per fare del 2012 l'anno del fallimento di Barack Obama». Consapevole che a partire dalla prossime ore gli attacchi durissimi degli avversari potrebbero azzoppare la sua cavalcata trionfale, Mitt è molto secco anche con loro, senza citarli direttamente: «Negli ultimi giorni ho visto alcuni repubblicani disperati unirsi a lui. Non giocate a favore di Obama».
LA ROTTA di Romney verso la nomination sembra segnata. Una rimonta di Gingrich o Santorum al sud, così come il ritiro di uno dei due per favorire l'altro, sono probabili ma non determinanti. Chi di sicuro non si toglierà di mezzo, perché con le primarie intende consolidare il suo movimento, è Ron Paul, che parla di «rivoluzione» e diventa sempre più popolare tra i giovani, ma è sempre meno eleggibile per le sue idee bizzarre.
notizie tratte da La Nazione
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