Notizie Dal Mondo - Politica (28/11/2011)
Egitto alle urne per il dopo Mubarak Liberta' e giustizia dei Fratelli Musulmani e' il partito favorito
Il complesso sistema elettorale prevede una suddivisione del Paese in tre regioni che votano una dopo l'altra. I deputati eletti avranno il compito di nominare una commissione incaricata di redigere una nuova Costituzione. I militari dovrebbero ceder

Il Cairo, 28 novembre 2011 - Gli egiziani sono chiamati alle urne per rinnovare il parlamento dopo 10 mesi dalla caduta del presidente Hosni Mubarak, uno scrutinio dove i Fratelli musulmani sono dati per favoriti, in una situazione di grave crisi politica nel Paese. I seggi si aprono alle 8 ora locale, le 7 in Italia.
Dopo le elezioni in Tunisia e Marocco, l'Egitto è il terzo Paese a rinnovare i propri rappresentanti politici dopo la "primavera araba" che ha attraversato tutto il Nordafrica e parte del Medio Oriente.
Il complesso sistema elettorale prevede una suddivisione del Paese in tre regioni che votano una dopo l'altra. Lo scrutinio di oggi riguarda Il Cairo, Alessandria e diversi governatorati come Luxor.
Il voto per l'Assemblea del Popolo, (camera dei deputati) si svolgerà fino all'11 gennaio, poi sarà seguito dal 29 gennaio all'11 marzo dall'elezione della Shura, la camera alta consultativa.
Il precedente parlamento era stato disciolto durante la rivolta popolare del febbraio scorso che aveva portato alla caduta del presidente Mubarak.
I deputati eletti avranno il compito di nominare una commissione incaricata di redigere una nuova Costituzione, una tappa decisiva nella delicata transizione del Paese verso la democrazia promessa dopo la rivolta popolare.
L'esercito, che assicura la guida del Paese, si è impegnato a restituire il potere ai civili dopo le elezioni presidenziali, in programma nel giugno del 2012.
I Fratelli Musulmani, la forza politica più strutturata dell'Egitto, per lungo tempo considerata illegale, hanno formato il partito "Libertà e giustizia", per partecipare alle elezioni di oggi e contano di uscire dalle urne vincitori.
Davanti a loro, decine di partiti salafiti (fondamentalisti musulmani), liberali o di sinistra, la maggior parte di recente formazione e mal organizzati. Numerosi politici dell'ex partito di Mubarak, oggi interdetto, tentato la loro chance come indipendente o sotto nuove bandiere.
La campagna elettorale è stata oscurata da una dura contestazione popolare contro il potere militare che ha provocato 42 morti e 3.000 feriti negli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine negli ultimi giorni.
Come durante la primavera araba, piazza Tahrir, al Cairo, è occupata da manifestanti che chiedono l'allontanamento del maresciallo Hussein Tantawi, capo del Consiglio supremo delle forze armate e primo dirigente del Paese. La crisi ha provocato le dimissioni del primo ministro Essam Sharaf, e il suo successore designato dall'esercito, Kamal el-Ganzouri, non ha ancora formato il nuovo esecutivo.
notizie tratte da La Nazione
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