Notizie Dal Mondo - Cronaca (17/04/2012)
Breivik commosso in aula: sono orgoglioso di me
Oslo, solo sorrisi nell'ascoltare i nomi delle sue 77 vittime
Lorenzo Bianchi
APPENA gli tolgono le manette, irrigidisce il braccio verso i parenti delle 77 persone che ha ucciso e serra il pugno. Nel suo manifesto Anders Breivik, 33 anni, ha spiegato il significato di quel gesto. «Rappresenta - farnetica - la forza, l'onore e la sfida ai tiranni marxisti d'Europa». Il sedicente «Cavaliere templare» di una rete della quale non è stata trovata la minima traccia concreta irrompe nella prima udienza del suo processo. Un vetro lo separa da circa duecento parenti di scomparsi e sopravvissuti al massacro del 22 luglio. Un furgone imbottito di esplosivo parcheggiato nel centro di Oslo sotto gli uffici del primo ministro fulminò 8 persone. Altre 69, per lo più adolescenti, furono falciate con il mitra nel campo estivo dei giovani laburisti sull'isola di Utoya.
BREIVIK, vestito scuro, una vistosa cravatta gialla e marrone, visibilmente in carne, piange, asciugandosi gli occhi con il palmo della mano, solo quando viene proiettato il video di 12 minuti che aveva postato su internet poche ore prima della carneficina. È un filmato contro il multiculturalismo e l'invasione islamica del Vecchio Continente. Mostra una cartina dell'Europa sotto la scritta «Eurabian Union» e una donna velata incinta il cui grembo è una bomba.
«Riconosco gli atti da me commessi, ma non mi dichiaro colpevole, ho agito per legittima difesa», dichiara l'imputato. Nega legittimità alla Corte: «Dipende dai partiti politici che sostengono il multiculturalismo». La presidente Wenche Elizabeth Arntzen, argomenta, è «notoriamente amica di Hanne Harlem», la sorella di Gro Harlem Bruntland che fu primo ministro socialdemocratico. L'ex capo del governo avrebbe dovuto essere a Utoya quando Breivik seminò proiettili e cadaveri.
Mentre il giudice Inga Bejer Engh per oltre un'ora legge i nomi delle 77 vittime, l'età di ognuna, le ferite e le cause accertate dei decessi, il «templare» si concede piccoli sorrisi di compiacimento. Al suo legale Geir Lippestad ha spiegato le lacrime versate in udienza sostenendo che le stragi sono state «crudeli, ma necessarie per salvare l'Europa». In novembre una prima perizia psichiatrica l'ha giudicato «psicotico». Il 10 aprile è stato definito invece «sano di mente». Se hanno ragione i medici dell'ultimo esame, rischia 21 anni di carcere, che possono essere prolungati se sarà ritenuto «socialmente pericoloso». In alternativa può finire, anche a vita, in un ospedale psichiatrico.
notizie tratte da La Nazione
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