Notizie Dal Mondo - Cronaca (10/02/2012)
Maldive, l'esercito negli atolli difende la pace dei turisti
I golpisti rinviano l'arresto di Nasheed: temono il caos
Luca Bolognini
TUTTI a difesa del proprio fortino. Mentre i supporter del presidente deposto formavano un cordone di sicurezza davanti alla villa di Mohamed Nasheed per impedire l'arresto del loro leader, le forze filogovernative hanno rafforzato la sicurezza negli aeroporti. Il manuale del perfetto golpista delle Maldive ha una sola regola: «Non spaventare i turisti». Dopo i disordini di mercoledì, per evitare uno tsunami globale di cancellazioni, che metterebbe in ginocchio la prima fonte di entrate del Paese, il capo del governo provvisorio, Mohammed Waheed Hassan, ha inviato l'esercito allo scalo di Addu (uno degli atolli presi di mira dalla protesta) per consentire che i trasferimenti da e verso i resort di lusso avvengano senza incidenti. «Al momento - spiega Cinzia Renzi, presidente della Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo - non ci sono stime sui danni economici per i nostri tour operator. Per ora le isole dove si trovano i resort sono tranquille, ma se le proteste dovessero prendere di mira l'aeroporto di Malé, lo scenario cambierebbe completamente. L'unica consolazione è che non siamo più in altissima stagione. Se gli incidenti si fossero verificati a Capodanno, le conseguenze sarebbero state più pesanti».
E così mentre i turisti restano al sicuro nei villaggi, Nasheed, dopo aver spedito la moglie, i figli e alcuni parenti in Sri Lanka, si è barricato in casa. Ieri, il giudice che l'ex presidente aveva ordinato di arrestare (decisione che aveva scatenato le proteste che hanno poi portato al colpo di Stato) gli ha reso pan per focaccia, spiccando un mandato analogo nei confronti dell'ex capo di Stato, il primo eletto democraticamente nell'arcipelago. La polizia, tuttavia, si è rifiuta di eseguire l'ordine, perché vuole «approfondire gli aspetti della sua costituzionalità».
LA VERITÀ sarebbe un'altra. «Hanno paura che con l'arresto di Nasheed la situazione possa sfuggire al loro controllo. Se dovesse accadere, l'Occidente o l'India - spiega Dave Hardingham, fondatore dell'associazione Friends of Maldives - potrebbero intervenire». Nuova Delhi, a cui l'ex presidente si era rivolto, avrebbe già pronto un piano militare e avrebbe già spostato alcune navi e allertato la flotta aerea, ma per soccorrere il nuovo governo e, al massimo, portare fuori dal Paese Nasheed. Nel frattempo gli Usa hanno riconosciuto la legittimità del nuovo governo.
Il leader deposto, ieri, è apparso nuovamente in televisione. «La situazione - ha detto - sta precipitando e spero che la comunità internazionale e i nostri amici se ne rendano conto. Salvate le Maldive». Per le statue buddiste dell'era pre islamica, conservate nel museo nazionale, invece è già troppo tardi: quasi tutte sono state distrutte da vandali nelle prime ore della protesta.
notizie tratte da La Nazione
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