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Notizie Dal Mondo - Cronaca (24/01/2012)

Nassiriya, giustizia dopo 8 anni

Presi i complici del kamikaze

Lorenzo Bianchi  
SONO finiti in cella in Iraq sette fiancheggiatori del kamikaze di Al Qaeda Abul Qasem Abu al-Leil, il terrorista marocchino che il 12 novembre del 2003 uccise 28 persone lanciandosi con un'autocisterna imbottita di esplosivo contro la base Maestrale a Nassiriya. Morirono sul colpo 12 carabinieri, 5 militari del nostro esercito, due civili italiani e 9 iracheni. Gli arrestati avrebbero confessato di aver «appoggiato e assistito» il responsabile della strage e i suoi capi. La cellula è stata scoperta durante l'inchiesta della polizia su un'altra carneficina. Il 5 gennaio a Batha, a circa 50 chilometri da Nassiriyah, è stata attaccata una colonna di pellegrini in marcia verso Kerbala, la seconda città santa sciita nella quale ogni anno si ricorda il martirio di Hussein, il nipote di Maometto. L'assalto ha ucciso cinquanta persone.
Quasi tutti i responsabili della carneficina di Nassiriyah sono morti o sono finiti in carcere. Nel febbraio del 2007 era stato impiccato Omar al Kurdi, il guerrigliero qaedista che si era attribuito ben 36 attentati e che aveva confessato ai giudici di Roma di aver preparato l'autobotte esplosiva assieme a un altro iracheno, un certo Haji Thamer caduto a Falluja. Abu Mussab al-Zarkawi, grande capo del gruppo «Jama'at al tawhid u al Jihad», «Società per il monoteismo e per la guerra santa», la filiale irachena dell'organizzazione di Bin Laden, era stato freddato nel 2006. Marco Intravaia, figlio del carabiniere Domenico, uno dei 12 militari dell'Arma trucidati a Nassiriya, si augura che i fiancheggiatori paghino «con il carcere a vita». «Avevo - spiega - quindici anni. Non potremo mai perdonare».

DOPO il ritiro degli statunitensi e dei loro alleati l'Iraq pare ripiombato nel caos degli anni peggiori del dopoguerra. Ieri vicino a Mosul è stato fulminato un militare in servizio a un posto di blocco. A una ventina di km da Kirkuk ha perso la vita in un'imboscata Ali Ghazi Khalaf, uno dei comandanti delle milizie tribali dei Consigli per il risveglio che avevano debellato Al Qaeda nella tumultuosa provincia sunnita di Al Anbar, quella di Falluja e Ramadi.
notizie tratte da La Nazione

 

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