Notizie Dal Mondo - Cronaca (08/09/2010)
L'Iran: «Sakineh, caso sotto riesame»
Frenata di Teheran. Napolitano: impegno forte per difendere la liberta'e la vita
QUALCOSA si muove oltre il muro di Teheran. Che per Sakineh non fosse detta l'ultima parola lo aveva chiarito l'altroieri il ministro degli Esteri iraniano all'ambasciatore belga. E lo ha ribaduto ieri alla stampa internazionale il suo portavoce, Ramin Mehmanparast. La notizia è che la condanna alla lapidazione di Sakineh non è definitiva: «La Corte Suprema sta riesaminando il caso - dice il portavoce - e una decisione finale deve ancora essere presa dai giudici». A suo modo è un'apertura, e una dimostrazione che le pressioni internazionali qualche effetto lo stanno avendo.
Ovviamente Teheran continua a protestare contro le «ingerenze negli affari interni». «Il caso di Sakineh - dice il portavoce del ministro - non deve diventare un caso politico e di diritti umani. Non lo permetteremo. I Paesi che si intromettono per difenderla non sono bene informati. E' una persona accusata di omicidio e adulterio. Se rilasciare tutti quelli che hanno commesso un omicidio è una questione di diritti umani allora i Paesi europei dovrebbero rilasciare tutti gli assassini nei loro paesi».
IERI A FAVORE di Sakineh è intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha ribadito «l'impegno forte delle istituzioni e del governo italiano non solo con posizioni di principio» per evitare che «si compia un atto altamente lesivo dei principi di libertà e di difesa della vita». E dopo giorni di (eccessiva) cautela, sulla scia di Francia e Italia si è mossa anche l'Ue. «Sono disgustato - ha detto il presidente della Commissione, Josè Barroso - quando sento che Sakineh è stata condannata a morte per lapidazione: è una barbarie indicibile che condanniamo».
Alessandro Farruggia
Notizia tratta da La Nazione
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