Notizie Nazionali - Politica (12/04/2012)
E per il controllo dei bilanci i partiti si inventano un'Authority
Maxi sanzioni e conti sul web. Ma nessun taglio ai finanziamenti
Antonella Coppari
ROMA
HA FATICATO moltissimo ad arrivare ma l'accordo era inevitabile. Lo esigevano gli elettori dopo gli scandali della Lega e della Margherita, lo imponeva Strasburgo: ieri il consiglio d'Europa ha bocciato il sistema di finanziamento dei partiti in Italia. «Mostra carenze importanti, controlli inefficienti e sanzioni inefficaci», si legge nel rapporto della commissione Greco, ovvero il braccio anticorruzione dell'organizzazione paneuropea. E così al termine di una giornata faticosissima, scandita da riunioni fiume fra i tecnici di Pdl, Pd e Udc si è trovato un minimo comun denominatore con la benedizione di Alfano, Bersani e Casini. Mentre l'Idv è contro: «Un accordicchio» tuona Di Pietro.
E' IL SEGRETARIO democratico ad annunciare - all'ora di cena - quello che verrà certificato più tardi da un comunicato congiunto: «C'è l'intesa». E prevede che sarà la "commissione per la trasparenza e il controllo dei bilanci" composta dai presidenti (o loro delegati) di Corte dei conti (che la presiede), Corte di Cassazione e Consiglio di Stato l'ente che controllerà la correttezza conti dei partiti e e stabilirà le sanzioni pecunarie - pari al triplo dell'irregolarità commessa - che poi saranno i presidenti delle Camere a comminare. I partiti sono obbligati a sottoporre preventivamente i documenti contabili a società specializzate per la revisione iscritte nell'album Consob, a pubblicare i bilanci su Internet, a investire solo in titoli pubblici italiani e a far controllare alla commissione le contribuzioni a fondazioni & co. che superano i 50mila euro. Si prevede pure un tetto di 5mila euro per i finanziamenti anonimi da parte di privati Tutto ciò verrà messo in queste ore sotto forma di emendamento al decreto fiscale in esame in commissione Finanze alla Camera e portato all'attenzione delle altre forze: ieri Di Pietro si definiva «disponibile» a collaborare a certe condizioni. L'obiettivo è quello di applicare le norme all'esercizio finanziario in corso: «Se sarà necessario far slittare la rata di luglio dei rimborsi (100 milioni di euro) si farà», spiega D'Alia (Udc)
Non si interviene sul "plafond": la questione verrà affrontata in commissione Affari costituzionali della Camera dove è in corso l'esame delle proposte sull'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione e sulle nuove regole per il finanziamenti per arrivare in aula a fine maggio. Ieri il terreno non era favorevole ad approfondire il tema, per cui i tecnici hanno concentrato la discussione sui controlli. Raccontano che Berlusconi sia stato chiaro con i colonnelli: bisogna insistere su un sistema di verifiche più efficaci sui conti dei partiti, non sul ridimensionamento dei fondi. Dall'altra parte, Bersani insisteva: «Servono misure immediate». E' questa la cornice in cui si svolge il confronto tra i tecnici del Pdl (Bruno, Corsaro, Crimi), del Pd (Misiani, Bressa) e del Terzo Polo (D'Alia, Della Vedova, Pisicchio). Il centrosinistra mette sul tavolo la proposta di affidare ai presidenti delle Camere e a una sezione specializzata della Corte dei conti il controllo dei bilanci ma i berlusconiani non sono d'accordo. L'idea che dei giudici intervengano sui conti dei partiti non va giù: «La magistratura contabile dovrebbe controllare a 360° gradi tutti i soldi pubblici, anche quelli che vengono dati ai giornali». Un braccio di ferro lungo ore. Fino alla mediazione certificata dai tre leader.
notizie tratte da La Nazione
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