Notizie Nazionali - Politica (02/02/2012)
Giallo sul tesoro della Margherita Lo scandalo Lusi imbarazza Rutelli
In passato collaborazione stretta. Il senatore espulso dal gruppo Pd
Stefano Grassi
ROMA
POLITICAMENTE morto, fatto fuori dal gruppo Pd. Ha lasciato la commissione Bilancio in Senato, ma non, strategicamente, la Giunta delle immunità. Per Luigi Lusi si tratta ora di chiudere la disavventura giudiziaria. Vorrebbe patteggiare un anno e la restituzione di cinque dei 13 milioni sottratti. Ma i pm hanno detto per ora no. Il massimo della pena è tre anni, l'ex tesoriere della Margherita, indagato per essersi appropriato di 13 milioni dalle casse del suo defunto partito, potrebbe chiudere con una condanna a due anni circa. Ma non c'è ancora nulla di formale, se non la bozza d'accordo e una fidejussione da 5 milioni. I vertici della Margherita dovranno dichiararsi soddisfatti e a quel punto, l'inchiesta sarà conclusa.
ANCHE SE tutto sembra svelato, ieri Lusi ha rilasciato una criptica dichiarazione: «Leggo dati e fatti totalmente privi di riscontro, ma pieni di colore e suggestione». Dati e fatti usciti dal Palazzo di giustizia. Risulta che nel suo ruolo di amministratore della Margherita, Lusi aveva potere assoluto sui conti con un unico limite: non poteva fare bonifici superiori a 150mila euro. Ebbene, nel corso di due anni, ha fatto 90 bonifici di 144mila euro ciascuno. Spostando i soldi dal conto della Margherita a quello della Ttt srl, la sua società di consulenza. Che li spendeva per acquisti importanti: la casa in via Monserrato, due milioni di euro; quote della società Paradiso immobiliare proprietaria della villa del '600 a Genzano, dove Lusi vive. Soldi alla società di diritto canadese Luigia ltd e allo studio di architettura della moglie.
TRA IL 2008 e il 2010, la Ttt incassa 11 milioni per prestazioni che in realtà non costano nulla: nel 2010, a fronte di ricavi per 4 milioni 765mila euro, i costi di produzione sono 188mila euro, di cui 40mila di personale. Nell'ottobre 2008 la Ttt gira 2,2 milioni a Giuseppe L'Abbate per l'acquisto dell'appartamento di via Monserrato. Particolare non secondario: L'Abbate siede nel Cda della società editrice di Europa, il quotidiano della Margherita. Continuando a indagare sulla Ttt, gli inquirenti scoprono che l'amministratore unico è tal Paolo Piva, che vanta una lunga consuetudine di rapporti con il Campidoglio di gestione rutelliana. L'ex sindaco di Roma, infatti, il 25 settembre 2000 viene condannato dalla Corte dei Conti per una consulenza urbanistica da 134 milioni di lire. Affidata a chi? Guarda un po', proprio a Lusi e Piva. Per i magistrati contabili i due, più che di parcheggi, si occupano di lobby. Indiscrezioni che allargano lo spettro delle responsabilità e appannano l'immagine di Rutelli.
L'EX segretario della Margherita, «sedotto, tradito e derubato dal suo tesoriere», come scrive ironicamente Beppe Grillo sul suo blog, viene indicato come «primo indiziato per gli ammanchi di cassa», e da più parti chiamato a difendersi e «anziché indignarsi spiegare come abbia potuto il suo tesoriere sottrarre 13 milioni di euro senza che nessuno se ne accorgesse».
notizie tratte da La Nazione
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