Notizie Nazionali - Politica (10/01/2012)
Lega: Si' all'arresto di Cosentino. Ma il Carroccio litiga sui fondi esteri
Investimenti in Tanzania e a Cipro, tensione con Pdl, Bossi da Berlusconi
Rossella Minotti
MILANO
FIOCCANO i punti esclamativi di giubilo sulla rete. Gradiscono, e molto, i militanti la decisione presa dalla Lega di votare sì alla richiesta di arresto di Nicola Cosentino, il deputato campano del Pdl accusato di corruzione e altri reati in un'inchiesta sulle collusioni tra camorra e politica. Decisione non unanime, per la verità. E se Marco Reguzzoni la spunta su Roberto Maroni e resta capogruppo del Carroccio alla Camera, è però l'ex ministro dell'Interno (nel tondo) a parlare nel tardo pomeriggio dopo una incandescente segreteria politica. È la linea di Maroni che vince, ancora una volta, in via Bellerio. D'altronde Bobo era entrato a testa bassa. Dopo aver mal digerito le esternazioni sul cotechino e le feste a Palazzo Chigi incautamente lanciate da Roberto Calderoli, è andato su tutte le furie per la notizia degli investimenti fatti dalla Lega su fondi esteri. Soldi che secondo un articolo del quotidiano genovese Secolo XIX sarebbero arrivati addirittura in Tanzania e a Cipro a opera del segretario amministrativo federale ligure Francesco Belsito. In rivolta la base leghista sul web. «Padania ladrona la Tanzania non perdona», recita uno dei tanti leit motiv spuntati come funghi. E ancora: «Alla faccia dei tanti militanti che, mano al portafoglio, sostengono i propri sogni in camicia verde e le ambizioni dei vari Trota della situazione». «Niente da dichiarare al riguardo» dice Maroni. In realtà è stato proprio lui a insistere perché alla spinosa vicenda sia dedicato un consiglio federale ad hoc. «La scelta della Lega di votare per l'arresto di Cosentino - insinua Paolo Romani del Pdl - è l'esito di uno scontro tra Bossi e Maroni, soprattutto dopo la presa di distanze di quest'ultimo sulle decisioni bislacche sul tesoretto di fondi investiti all'estero». E certo Maroni è molto preoccupato di perdere il prezioso punto di rialzo percentuale che i sondaggi degli ultimi giorni attribuiscono al Carroccio d'opposizione. Rincara la dose contro il governo Monti, il leader leghista: «Ha annunciato la fase 2, che aveva già annunciato un mese fa e due mesi fa, quando si è presentato alla Camera. Aspettiamo fiduciosi di capire cosa c'è. Se però la fase 2 è consentire alle parafarmacie di vendere più farmaci mi pare che le liberalizzazioni siano qualcosa di più significativo». Poi esprime le sue preoccupazioni sulle «intese» che ci sarebbero fra Pdl, Pd e Udc, per fare una nuova legge elettorale: «Siamo preoccupati, vorremmo evitare di trovarci una legge elettorale fatta apposta per tagliar fuori chi non è omologato; quindi, in primo luogo, la Lega. Ma vigileremo». Oggi comunque a Roma si fanno i conti, e si consuma l'ennesima rottura tra Lega e Pdl. Anche se nella tarda serata di ieri Bossi ha cenato con Berlusconi.
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera, molto probabilmente, voterà a favore dell'arresto di Nicola Cosentino. C'è stata la relazione dei nostri due membri della Giunta - ha detto Maroni - e loro hanno espresso la convinzione che non esiste fumus persecutionis nei confronti del parlamentare. Quindi esprimeranno un voto favorevole in Giunta alla richiesta di arresto. Questa è la posizione della Lega».
Così se Luca Paolini e Livio Follegot diranno sì alle manette per il deputato del Pdl, i voti favorevoli dovrebbero diventare 12 (2 Fli; 5 Pd; 1 Idv; 2 Udc; 2 Lega), mentre i no resterebbero 9 (7 Pdl; 1 Misto-Mario Pepe; 1 Popolo e Territorio). Sempre che il radicale Maurizio Turco decida di votare in sintonia con gli altri colleghi del Pd. L'Aula di Montecitorio dovrebbe poi dire la sua, in via definitiva, giovedì.
notizie tratte da La Nazione
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