Notizie Nazionali - Politica (27/12/2011)
Corsa contro il tempo per lo sviluppo Governo al lavoro, partiti in pressing
Crescono i dubbi di Pd e Pdl. La tentazione del voto in marzo
Francesco Ghidetti
ROMA
Quella che tradizionalmente è una settimana di stanca per la politica quest'anno assume significati e ritmi diversi, causa manovra e recessione. Ci sono problemi non più rimandabili. In primo luogo la necessità di passare alla ‘fase due', quella della crescita. Poi una questione d'immagine. Il governo deve mantener fede alla promessa di traghettare il Paese in salvo e non può permettersi ‘vacanze'. In tal senso va letto l'intendimento del premier Monti (che oggi rientra a Roma) di convocare un consiglio dei ministri per domani in attesa della tradizionale conferenza stampa di giovedì. E, sempre in tal senso, va letto l'ennesimo invito agli italiani del presidente del Senato Renato Schifani: «E' un momento difficile. Solo un Paese unito nella comprensione e nel dialogo può superare questi momenti».
IL QUADRO generale, raccontano, vede un sistema-partiti nervoso che vuole passare alla fase due quanto prima per cercare di riconquistare credibilità (crollata dopo il varo delle misure) nell'opinione pubblica. Addirittura, secondo alcuni, Pd e Pdl potrebbero avere in mente un retropensiero: appoggiate le impopolari misure, si passa a scrivere il capitolo che dovrebbe rilanciare occupazione e consumi. Poi, magari a inizio marzo per non farsi logorare dall'appoggio all'esecutivo, si potrebbe staccare la spina. Per non parlare dei sindacati che al momento vedono «solo annunci». C'è poi un'altra rogna: l'atteggiamento del Pd, le cui feroci divisioni interne possono essere superate solo con un ‘monitoraggio' puntiglioso dell'attività di governo. In sostanza: se si è cercato per quanto possibile di correggere le evidenti iniquità (dettatate, secondo i più, dal poco tempo a disposizione), ora è il momento di mettere alle strette il primo inquilino di Palazzo Chigi per arrivare a decidere qualcosa di concreto sullo sviluppo: «Va bene - afferma un colonnello dei Democratici a Montecitorio - avere un atteggiamento responsabile al servizio del Paese. Ma non rinunciamo alle nostre idee».
NON A CASO il responsabile economico Stefano Fassina auspica un'asta sulle «frequenze tv» e l'apertura del capitolo degli ammortizzatori sociali «per i precari e per i lavoratori più anziani che perdono il lavoro e sono lontani dalla pensione». A mettere poi in stato di allerta il presidente del Consiglio una questione squisitamente partitica. Al Nazareno, la strategia è allargare quanto più possibile la frattura tra Lega e Pdl per consentire a Roberto Maroni la conquista del partito padano. Ma senza esagerare. Irritare troppo il Pdl potrebbe significare elezioni anticipate.
PER QUESTO il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini manda un chiaro messaggio: «Spero che tutti pensino prima all'interesse del Paese e poi ai propri legittimi, ma molto secondari, interessi di partito». Momenti non facili per Palazzo Chigi. Che, comunque, può consolarsi: un sondaggio su 500 bambini ha indicato in lui e Bruno Vespa i nonni ideali. A seguire, Giorgio Napolitano.
notizia tratta da La Nazione
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