Notizie Nazionali - Altre notizie (20/04/2012)
Calderoli, attico gratis a Roma L'affitto pagato dal partito
Lui replica: solo fango. Indagini sulle case comprate da Rosy Mauro
Nicola Palma
Marinella Rossi
Milano
UN ATTICO a Monteverde vecchio, uno sguardo che dalle Mura Gianicolensi punta su Villa Sciarra e accarezza la Roma storica. Un bel vedere, per un affitto da 2.200 euro al mese. A costo zero, per Roberto Calderoli, perché da un anno e mezzo per lui paga la Lega. Ed ecco che tocca al ‘Cald' (anello di congiunzione - nel lessico simbolico dei lumbard - fra cerchio magico e barbari sognanti) finire dritto nel frullatore delle carte giudiziarie che da Milano, Napoli e Reggio Calabria raccontano i conti «opachi» della Lega.
Ora bisognerà stabilire se è dimostrabile un utilizzo «politico» dell'appartamento da parte dell'ex ministro, cioè nel suo ruolo di parlamentare lumbard.
La prova del pagamento dell'affitto con conti Lega spunta dalle migliaia di carte sequestrate nell'ambito delle indagini di Milano e Napoli, in quella che sembra una suddivisione confusa delle competenze, visto che i pm lombardi indagano con certezza sulle appropriazioni ai danni dei conti del partito, mentre i magistrati campani dovrebbero occuparsi solamente del riciclaggio. Ma già ieri i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) romano hanno prontamente ottenuto conferma dal proprietario della casa (un ultimo piano di via Ugo Bassi 15/D), che questa è in uso al senatore Calderoli.
MISTERI, qui, non ci sono. Ci sono le giustificazioni indignate dello stesso Calderoli. L'attico è un ufficio della Lega, dice. «Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2.200 euro al mese, quando io - attacca - ne verso mensilmente 3.000 di euro alla Lega Nord». Da dieci anni «svolgo l'incarico di coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord... lavorando quasi sette giorni alla settimana, feste, sabati e domeniche compresi... E non ho mai percepito un'indennità: per anni il movimento mi ha soltanto riconosciuto un rimborso per le spese sostenute, che è stato da me costantemente e totalmente devoluto al movimento stesso».
Ma movimenti di denaro, con partite di giro di entrate ed uscite, sono all'attenzione della Guardia di finanza di Milano. Come i circa 32mila euro ricevuti dal triumviro, parrebbe a titolo di rimborsi spese a fine anno 2011, dai conti del Carroccio, che appena una settimana dopo lui rigira a favore di via Bellerio. Ma perché movimentare, inutilmente, questo denaro? Del ‘Cald', sul quale non sembrava si fossero trovate pezze d'appoggio sospette, parlavano al telefono l'ex tesoriere Francesco Belsito e la contabile Nadia Dagrada: «Quelli di Cald come faccio? Come li giustifico quelli?». «Quello non è un grosso problema», la replica.
La Lega, nel frattempo, ha fatto quadrato attorno all'ex ministro. Il governatore veneto Luca Zaia ha commentanto: «Per me è uno stoico lavoratore, che sicuramente ha dato più di quello che ha ricevuto». Nel coro di solidarietà, spicca però il silenzio, almeno a livello ufficiale, di Maroni.
SI RIACCENDE intanto il capitolo Rosy Mauro, o meglio la sospetta sproporzione fra le entrate da parlamentare e alcuni suoi investimenti, a cominciare dai 100 mila euro in diamanti. All'attenzione dell'aggiunto procuratore Alfredo Robledo e dei sostituti Roberto Pellicano e Paolo Filippini ci sono anche i costi sostenuti per un appartamento a Cala Bitta, in Sardegna - attiguo ad altro intestato al suo bodyguard Pierangelo Moscagiuro - e per la casa di Gemonio.
notizie tratte da La Nazione
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