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Notizie Nazionali - Economia (19/05/2012)

Una tassa su cani e gatti. Ma scoppia il finimondo

Tributo facoltativo ai comuni, poi il dietrofront

Elena G. Polidori
ROMA
LA LEVATA di scudi è stata tanto imponente da intimorire anche uno coriaceo come Gianfranco Polillo; l'annuncio di una tassa comunale su cani e gatti domestici, avallata in un primo momento dal sottosegretario all'Economia, ha provocato la rivolta fino a quando lo stesso membro del governo ha pigolato su Twitter: «Ma noi non la faremo!». La tassa in questione è però contenuta in un disegno di legge che è già passato in commissione Affari sociali della Camera e che arriverà alla discussione dell'aula forse prima dell'estate. È una legge targata Pdl, ed è un provvedimento del 27 maggio 2008 firmato dalle deputate Jole Santelli e Fiorella Ceccacci. Il testo, così come adottato dalla commissione nel giugno 2011, prevede - al comma 6 dell'articolo 15 - che «i Comuni possano deliberare, con proprio regolamento, l'istituzione di una tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo». In pratica, la filosofia della legge vorrebbe che i proprietari di animali domestici finanziassero il funzionamento dei canili e gattili comunali, nonché la loro manutenzione, pena alcune modeste sanzioni. Quello che manca, però, è la coerenza; mettere una tassa sugli animali domestici significa incentivarne automaticamente l'abbandono e il conseguente aumento del randagismo. E in un momento come questo, comunque, di un'altra tassa proprio non si sente il bisogno. Non a caso, il coro dei no ha indotto il relatore, Gianni Mancuso, Pdl, ad annunciare l'intenzione di ritirarla.

I PRIMI a parlare di «idiozia primaverile» sono state le associazioni come l'Enpa o quelle dei consumatori come il Codacons, ma anche molti parlamentari hanno preso una posizione molto netta in senso negativo. Anche dentro lo stesso Pdl che ha dato vita alla proposta. «È una cosa assurda - ha tuonato Maurizio Gasparri - questa roba non passerà mai al Senato». «Allora tassiamo anche i figli», si è lanciata Michela Brambilla, «ma che vergogna», ha ululato Francesco Storace «A quando la tassa sugli amici» ha invece ironizzato Angelo Bonelli dei Verdi, superato in fantasia da Claudio D'Amico, Lega Nord: «Non ci resta che attendere la tassa sull'aria».
notizie tratte da La Nazione

 

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