Notizie Nazionali - Attualità (24/01/2012)
Scaffali vuoti, salgono i prezzi E si fermano gli stabilimenti Fiat
Nei supermercati scatta la psicosi da accaparramento
ROMA
SCAFFALI vuoti per il blocco dei Tir, carrelli pieni per la psicosi da accaparramento. Le due facce della stessa medaglia nel circuito della grande distribuzione ormai sotto stress. Oggi stop per il primo turno degli stabilimenti Fiat di Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel Val di Sangro per il mancato rifornimento dei componenti. E grida di dolore dalle associazioni di categoria dell'agricoltura per i «gravi danni» subiti dal settore vitale. I mugnai, da parte loro, lanciano l'allarme cibo. Pane e pasta, affermano, sono a rischio nell'arco di 48 ore se non verrà ripristinata la normalità del trasporto su strada.
Neanche a dirlo, poi, per i consumatori sono in agguato nuovi aumenti dei prezzi. «Trovare al più presto una soluzione al fermo degli autotrasportatori, per risparmiare ulteriori danni ai cittadini e alle attività economiche del Paese», chiede rivolgendosi direttamente al Governo il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese.
«IL BLOCCO dei giorni scorsi in Sicilia - spiega in una nota allarmata - non ha consentito ai prodotti freschi isolani di raggiungere i mercati del Nord Italia e dell'Europa. E i blocchi ‘spontanei' che si stanno verificando in queste ore impediscono il tempestivo rifornimento dei punti di vendita con prodotti freschi di primaria necessità (quali ortofrutta, latte e carne)». Il passo logico ulteriore lo fa il presidente della Confesercenti di una piazza metropolitana come Roma, Valter Giammaria: «Ci aspettiamo rincari sui banchi ortofrutticoli della capitale. Questo tipo di scioperi, riducendo le forniture, porta inevitabilmente rincari e a farne le spese sono cittadini e commercianti». In Campania, la regione a essere toccata per prima dalla protesta dei ‘forconi' risalita dallo Stretto, si registra l'effetto più vistoso delle notizie sull'emergenza approvvigionamenti in Sicilia. In alcuni quartieri di Napoli, infatti, in molti sono corsi a riempire il carrello, facendo incetta di prodotti di prima necessità o di lunga durata. Altri, invece, hanno dato l'assalto alle pompe di benzina.
GIÀ DA IERI mattina, per la mancata consegna di alimenti freschi, i gestori della grande distribuzione sono stati in grado di offrire ai clienti solo la merce avanzata dalle vendite del weekend o immagazzinata in precedenza.
«Se il blocco continua, avremo problemi nei prossimi giorni sicuramente con i prodotti in scatola - avverte un addetto al bancone - perché abbiamo scorte per qualche giorno e ci hanno già avvertiti che non consegneranno». Ma è dal settore agricolo che arriva l'allarme più drammatico. «L'espandersi della protesta in tutta Italia può davvero darci un colpo mortale», denuncia la Cia. «Vogliamo evitare - aggiunge l'organizzazione imprenditoriale - pericolose contrapposizioni tra autotrasportatori e produttori, ma l'agricoltura italiana ha già pagato un conto molto salato per questi giorni di blocco della circolazione. Gli agricoltori siciliani sono stati costretti a far marcire sui campi tonnellate di prodotti altamente deperibili, come frutta e verdura, oltre a buttare litri e litri di latte fresco andato a male. Se non si ripristina al più presto la normalità, la situazione dei produttori non potrà che peggiorare, non riuscendo più a stoccare i prodotti né a consegnare le merci rispettando tempi e contratti di filiera».
Bruno Ruggiero
notizie tratte da La Nazione
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