Notizie Nazionali - Attualità (09/12/2011)
Pensioni statali, si cambia Mai piu' in contanti oltre 500 euro
Verso un mini-emendamento: Imu soft e blocco assegni previdenziali
Nuccio Natoli
ROMA
CONTO CORRENTE obbligatorio (di fatto) per tutti. Nelle pieghe della manovra c'è una norma che vieta alla pubblica amministrazione (compresi Inps e Poste) di pagare in contanti più di 500 euro. Quindi, anche i pensionati al minimo dovranno avere un conto corrente bancario o postale. La disposizione aggiunge che «alle fasce socialmente svantaggiate» le banche offrano un conto senza spese.
NORMA piccola, ma effetti notevoli. Alle Poste spariranno le file nei giorni di pagamento delle pensioni. Le banche e le Poste apriranno qualche milione di nuovi conti correnti (solo l'Inps paga oltre 17 milioni di assegni) in cui affluirà denaro fresco. Se una buona parte dei nuovi conti correnti eviterà la tagliola del «senza spese», i bilanci delle banche avranno di che festeggiare. Si arrabbia, invece, la Cgil: «Non capiamo il perché - dice Carla Cantone (Spi) - di tutto questo accanimento contro i pensionati». Il governo ieri ha aggiunto alla manovra in esame presso le commissioni della Camera, le previsioni macroeconomiche. Confermato il pareggio di bilancio nel 2013, ma ribassate le stime sulla crescita: quest'anno ci fermeremo a +0,6%, il 2012 sarà un anno nero (-0,4%), nel 2013 usciremo dal tunnel (+0,3%) e solo nel 2014 cominceremo a respirare (+1%). Preso atto di questi chiari di luna, tra i partiti, soprattutto tra Pdl e Pd, c'è un accordo di massima per addolcire la stangata sulle pensioni e l'Ici. Il relatore di maggioranza, Maurizio Leo (Pdl), e di minoranza Paolo Baretta (Pd), si sono accordati sulla presentazione di un solo «miniemendamento» che contenga tutti i cambiamenti alla manovra. Ma la faccenda è complicata assai. Sulle pensioni la volontà è quella di portare «almeno a 1.400 euro» le pensioni a cui non applicare il blocco della rivalutazione. Sull'Ici si oscilla da un minimo rappresentato dall'elevazione da 200 a 300 euro della franchigia sulla prima casa, al massimo dello slittamento di un anno (ossia al 2013) dell'introduzione dell'Imu (imposta municipale unificata) che assorbirà l'Ici.
PER FRONTEGGIARE queste mosse le proposte in ballo sono soprattutto tre: 1) raddoppiare dall'1,5% al 3% il prelievo sui capitali scudati nel 2010; 2) estendere il pagamento dell'Ici anche ai beni immobili della Chiesa che attualmente sono esenti; 3) mettere all'asta le dalle frequenze del digitale terrestre per la tv. Sulla prima ipotesi pesa il dubbio dei tecnici della Camera che anche con l'1,5% l'una tantum potrebbe essere inapplicabile perché il contribuente potrebbe avere «spostato la sua posizione presso un altro intermediario» e, visto che era garantito l'anonimato, sarà impossibile trovarlo.
LA STESSA manovra quantifica che con l'aliquota dell'1,5% il gettito previsto dell'una tantum è di poco più di 1 miliardo nel 2012 e altrettanto nel 2013. Passando al 3%, il gettito raddoppierebbe, ma sarebbe anche doppio il rischio di un buco nelle entrate. Sulla seconda ipotesi (Ici sui beni della Chiesa) le polemiche sono forti e anche trasversali tra i partiti. Difficile, al momento, persino quantificare il gettito di un'eventuale asta sulle frequenze tv. Contro l'asta, tra l'altro, si è espresso pure Silvio Berlusconi: «Andrebbe deserta».
notizie tratte da La Nazione
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