Notizie Nazionali - Attualità (14/11/2011)
Il nostro sistema previdenziale e' a posto
Prima riorganizziamo il pubblico impiego poi pensiamo ai dipendenti
Andrea Cangini
ROMA
STEFANO Fassina è un economista. Ha lavorato anni al Fondo monetario internazionale, è stato consigliere di Vincenzo Visco ai tempi dell'ultimo governo Prodi, è membro della segreteria del Pd. Bersani l'ha nominato responsabile economico del partito, e il suo incarico non sembra risentire delle critiche che a mezza bocca gli muovono veltroniani e lettiani. Per loro, Fassina è una sorta di minotauro: metà cgiellino, metà no-global. Ma Bersani e D'Alema sono con lui.
Il governo Monti dovrà arrivare a fine legislatura?
«Non credo sia necessario. Questo governo dovrà risolvere le emergenze, calmare le pressioni internazionali sull'Italia e portare il Paese al voto. Qualche mese dovrebbe essere sufficiente».
Il vicesegretario del Pd Enrico Letta si augura invece che duri, forse nella speranza di obbligare il partito ad aderire a una cultura liberal moderna...
«No, guardi, tutti noi siamo convinti che il governo Monti debba avere successo, ma vi parteciperemo con le nostre proposte anche perché non abbiamo alcun bisogno di dare ulteriori prove di modernità e credibilità».
Verifichiamo la vostra compatibilità. Riforma del mercato del lavoro: è favorevole a rendere più facili i licenziamenti?
«Non vedo perché dovremmo facilitare ulteriormente i licenziamenti. Non lo chiedono neanche le imprese italiane. Prioritario è invece riformare gli ammortizzatori sociali per dare copertura ai lavoratori precari».
Pronto a far piazza pulita delle pensioni di anzianità?
«Guardi, il nostro sistema previdenziale è a posto. Anzi, ha regole più stringenti della Germania. Credo si possano applicare alle pensioni di anzianità i criteri di flessibilità del sistema contributivo, ma le risorse che si otterranno andranno interamente impiegate per facilitare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro».
Privatizzerete i servizi pubblici locali, gestori dell'acqua compresi?
«Sono contrario alle privatizzazioni obbligatorie: in Italia si è appena svolto un referendum che ha bocciato questa prospettiva e bisogna tenerne conto. E' giusto che a decidere siano le singole amministrazioni locali ed è necessario creare un'autorità che vigili sulla qualità dei servizi, sia pubblici sia privati».
Pubblico impiego: se il dipendente non accetta di trasferirsi o di cambiare incarico, dopo un periodo di cassa integrazione va licenziato.
«Beh, questa norma è già stata approvata, era contenuta nella legge di stabilità».
Che il Pd non ha votato...
«No, appunto. Vede, a nostro avviso il settore pubblico va completamente riorganizzato e la questione del personale deve seguire la riforma. Non precederla».
Ma se non puoi spostare i dipendenti cosa riorganizzi?
«Sono sicuro che attraverso un sereno confronto con i sindacati si troveranno le soluzioni necessarie».
Molti temono che le riforme genereranno tensioni sociali, che la Cgil le cavalcherà, che voi non reggerete l'urto e smetterete di collaborare con Monti.
«Il rischio c'è, ma si può evitarlo. In questi anni i lavoratori dipendenti, il ceto medio e i redditi più bassi hanno già pagato pesantemente. Ora tocca ai ricchi, agli evasori e a tutti coloro che non sono stati ancora toccati. In caso contrario, le tensioni saranno inevitabili».
notizie tratte da La Nazione
stampa
dillo a un amico
Wineuropa.it su Facebook