Notizie Nazionali - Attualità (17/10/2011)
Intrervista all'ex PM Imposimato
Una regia esterna dietro il movimento Come negli anni '70
ROMA
«È COME successe negli anni '70. La storia si ripete. Le Brigate rosse strumentalizzarono il movimento studentesco per i loro obiettivi. Ho la sensazione che adesso stia accadendo la stessa cosa». Ferdinando Imposimato (foto Ap) si è occupato di terrorismo per trent'anni come magistrato. Sa quel che dice quando «legge» i gravi fatti di Roma, i danni ai negozi e alle banche, le auto incendiate, gli scontri con le forze dell'ordine. Insomma, l'inferno di sabato in città.
«Non è la prima volta che accade - sostiene dall'alto della sua esperienza -: manifestazioni legittime o addirittura condivisibili vengono contaminate da provocatori esterni che ingenerano confusione tra una parte minoritaria e il tutto. In realtà questi pochi sono nemici dei movimenti, non fiancheggiatori, non interni. Dà amarezza, alla fine, che si consideri un grande appuntamento di protesta e di riflessione come un fatto violento».
Come evitare queste degenerazioni?
«Mi vengono in mente altri tempi, quando esistevano servizi d'ordine inflessibili, come quelli della Cgil o del Pd. Erano loro a isolare i violenti. Oggi che i partiti si sono rivelati una grande delusione dovrebbero essere i movimenti a organizzarsi».
Non le sembra difficile visto lo spontaneismo che distingue questi fenomeni?
«Ma occorre andare avanti. Non si può pensare di non scendere in strada, magari contro le banche come accade oggi, perché ci sono questi infiltrati. Anche sabato si dovevano fermare, si doveva impedire che tutto degenerasse. In troppi hanno preferito abbandonare la piazza anche se era comprensibile che lo facessero. Secondo me qualcosa non ha funzionato a livello organizzativo».
Ma infiltrati da chi?
«Sono persone strumentalizzate, persone che inseguono fini diversi e che, fra i tanti scopi, hanno anche quello di fare fallire le proteste, anche quelle giuste e sacrosante come le attuali sulla crisi economica e finanziaria mondiale».
Ci legge una regia unitaria dietro?
«Una regia esterna al movimento, che punta a fare fallire questi appuntamenti rovesciando i termini numerici: il 99% dei partecipanti è stato vittima di questi fatti».
Intravede degli obiettivi possibili di queste formazioni esterne? Qual è il disegno politico?
«È ancora confuso, anche se i legami internazionali che emergono offrono un quadro di interpretazione più ampio. Queste degenerazioni, per qualche verso, sono prevedibili in presenza di summit internazionali dei capi di Stato del mondo, nei G8 o nei G7. Quanto accaduto sabato è un fenomeno per certi versi inedito. Da approfondire».
Silvia Mastrantonio
notizie tratte da La Nazione
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